Pietra calcarea, e tutta l'acqua che ci sparisce dentro
Un altopiano senza fiumi, canyon scavati dal niente e una foresta di faggi sul mare.
La Puglia è fatta quasi tutta di calcare, e il calcare si beve l'acqua. Per questo la regione non ha fiumi degni del nome: la pioggia entra nelle fessure, corre sottoterra e riemerge in sorgenti costiere o direttamente in mare. Le uniche forme d'acqua in superficie sono i laghi del Gargano, Lesina e Varano, che sono lagune salmastre separate dal mare da un cordone di sabbia.

Il Gargano
È lo sperone, e geologicamente non c'entra niente con il resto: era un'isola, e si è attaccata alla penisola. Sale a 1.065 metri con il Monte Calvo e in cima tiene la Foresta Umbra, undicimila ettari di faggi e cerri che dal 2017 sono patrimonio Unesco insieme alle altre faggete vetuste d'Europa. Vedere faggi a quindici chilometri da una spiaggia non capita spesso.
Le Murge e le gravine
Al centro c'è l'altopiano delle Murge, pietra nuda, muretti a secco e pascoli, con il parco nazionale dell'Alta Murgia a proteggerne la parte più spoglia. Dove il calcare si spacca si aprono le gravine: canyon stretti e profondi anche cento metri, con le pareti bucate da grotte che sono state case e chiese. Le più grandi stanno intorno a Massafra, Laterza e Gravina in Puglia.
Le coste
Ottocentosessantacinque chilometri, ed è la costa più lunga fra le regioni della penisola. Sono di tre tipi: falesia bianca sul Gargano e nel Salento adriatico, spiaggia lunghissima sul Tavoliere e sulla costa ionica, scogliera bassa fra Bari e Brindisi. Le isole sono le Tremiti, al largo del Gargano, e nessun'altra.
Il Tavoliere
Fra il Gargano e le Murge si apre il Tavoliere delle Puglie, la seconda pianura d'Italia dopo quella del Po: tremila chilometri quadrati di grano duro, senza un rilievo, con i paesi radi e grossi. In giugno è giallo da un capo all'altro, e in agosto è stoppie.