Il Gargano
Un pezzo di montagna finito in mezzo al mare, con dentro una faggeta.
Il Gargano è lo sperone dello stivale ed è un'anomalia: non appartiene geologicamente al resto della Puglia, era un'isola, e si è saldato alla penisola quando il mare si è ritirato. Ne è rimasto un blocco calcareo alto mille metri circondato d'acqua su tre lati, e un ambiente che non somiglia a niente intorno.
La costa è quella dei campeggi: da Rodi Garganico a Peschici, Vieste e Mattinata sono pinete sopra il mare, calette di ciottoli bianchi, falesie e grotte marine che si visitano in barca. A Vieste c'è il Pizzomunno, un monolite di calcare alto venticinque metri in fondo alla spiaggia, e lungo la costa sopravvivono i trabucchi, le macchine di legno per la pesca.
L'interno
Sopra la costa, a settecento metri, comincia la Foresta Umbra: undicimila ettari di faggi, cerri e tassi, patrimonio Unesco dal 2017, con sentieri segnati e un centro visite. Poco lontano sta Monte Sant'Angelo, dove la grotta dedicata a San Michele riceve pellegrini dal quinto secolo ed è patrimonio Unesco dal 2011.
Le isole Tremiti sono al largo, a venti miglia: in estate partono barche da Vieste, Peschici e Rodi, e la traversata dura poco più di un'ora. Il Gargano è tutto dentro un parco nazionale, il che spiega perché le costruzioni sulla costa siano meno di quante ce ne sarebbero altrimenti.